25  I soldi

Pensieri

A grandi linee, i soldi si possono dividere in due categorie: a) molti soldi; b) pochi soldi. Mi limiterò qui a fare qualche breve considerazione sulla categoria b), perché è l’unica che ho sempre conosciuto.

Anche i pochi soldi possono assicurare un’esistenza, tutto sommato, accettabile: basta accontentarsi di quello che si ha, magari volgendo lo sguardo intorno e vedere che c’è sempre qualcuno che sta peggio di noi. In ogni caso, i soldi bisogna farli circolare, cioè spenderli. Certo, non in modo cervellotico, ma spenderli. È inutile e dannoso tenere il gruzzolo, come si dice, sotto il materasso. Che ci fai? Te lo conti e riconti? Te lo giri e rigiri fra le mani o lo annusi? E se ti entra un ladro in casa e te lo porta via? Quando hai di che vivere e magari ti sei messo da parte (non in casa!) quanto necessita per l’ultima sistemazione (stavo per dire: archiviazione) del tuo corpo per non lasciare i superstiti nei fastidi, a che pro conservarli? Perché alla tua morte ne vengano in possesso i tuoi figli? E non sarebbe meglio, se hai qualcosa da parte, distribuirlo ai tuoi figli finchè sei in vita, magari quando loro hanno ancora dei problemi da risolvere?

Obiezione: “Ma è sempre bene mettere da parte i danari: all’occasione, li puoi investire proficuamente, comprare beni duraturi, ecc.” Intanto, con i “pochi soldi” l’idea dell’investimento o dell’acquisto di beni duraturi fa ridere. Questa, in genere, è la scusante che adduce l’avaro per giustificare la sua mania di conservare e di accumulare; anche se, teoricamente, è vero che i soldi conservati possono servire a qualcosa: costituiscono una “potenzialità”. Sono come una molla pronta allo scatto; per esprimere la sua potenza, però, la molla deve scattare. Finchè non scatta, è soltanto un pezzo di ferro.

Infine, anche i soldi non sono altro che una parte dei doni che abbiamo ricevuto con la vita e dei quali, per quanto possibile, dobbiamo farne partecipi anche gli altri, a cominciare dai nostri familiari.

Ricordate il servo della parabola dei talenti, quello che aveva ricevuto dal padrone, che partiva, un solo talento? Per paura di non essere in grado di restituirlo al suo ritorno , prese il talento e lo sotterrò. Come sapete, il padrone non gliela perdonò. Credete che se quel servo si fosse dato da fare con il talento ricevuto, anche se gli fosse andata male, credete che sarebbe stato punito? Io penso di no.

29 gennaio 2000