97 Bagdad
(Coincidenze.)
Verso la metà del febbraio scorso, ho preso una decisione alquanto impegnativa: mi sono imposto di leggere la Bibbia (Vecchio e Nuovo Testamento), dalla prima parola all’ultima, note comprese. A tutt’oggi (8 aprile 2003), ho letto ben 990 pagine su 1783: sto quindi leggendo Isaia. Proprio ieri sera, ho finito il capitolo 13 dove, con l’enfasi propria di questo grande Profeta, è vaticinata la distruzione di Babilonia (che avverrà circa 100 anni dopo). Parole di fuoco!
Oggi, tutte le reti televisive sono ingolfate nel tener dietro alle notizie che giungono dall’Iraq, dove la fanteria corazzata americana è penetrata fin nel cuore di Bagdad, con azione improvvisa, temeraria e forse inarrestabile. Guardo i blindati mostruosi, le devastazioni, gli incendi, il cielo nero, irreale per il denso fumo che sale dalle trincee allagate di petrolio in fiamme. Ed è immancabile che quanto sto vedendo oggi in televisione mi richiami alla mente quanto ho letto ieri sera in Isaia. Mi sembra di vedere Il vecchio profeta, i lunghi capelli e la barba scarmigliati nella tempesta di sabbia, le braccia alzate, proclamare il messaggio dell’ira di Dio:
“Sulla vetta caliginosa inalberate il vessillo, alzate la voce, agitate la mano e varchino le porte i condottieri. Io ho dato l’ordine ai consacrati miei; ho chiamato, esecutori del mio sdegno, i miei forti, esultanti nella mia gloria… Il Signore degli eserciti comanda le schiere di battaglia, che vengono da terra lontana dall’estremo dell’orizzonte… Ecco il giorno del Signore, viene crudele e pieno di indignazione, e d’ira e furore, per mettere la terra nella desolazione e sterminare da essa i suoi peccatori… Chiunque sarà trovato, sarà trafitto, e quanti sopraggiungeranno cadranno sotto la spada. I loro fanciulli saranno sfracellati davanti ai loro occhi, e le loro case saccheggiate, e violentate le loro donne…”.
8 aprile 2003