63 Terrorismo
Avant’ieri i terroristi islamici hanno abbattuto le torri gemelle di Manhattan, uccidendo (si dice) almeno ventimila persone, utilizzando due aerei di linea preventivamente dirottati. Analogo attentato al Pentagono (anche qui, centinaia di morti). Un quarto aereo dirottato, destinato probabilmente alla Casa Bianca, è precipitato prima che raggiungesse l’obiettivo, forse per l’eroica reazione di alcuni passeggeri.
L’immediata mobilitazione di tutte le strutture investigative americane ha permesso di identificare, fra i cadaveri ricuperati, alcuni dei Kamikaze e speriamo che altri vengano catturati prima che possano agire.
Ciò che spinge questi suicidi a sacrificarsi non è soltanto fanatismo religioso; il sacrificio di sé è per gran parte frutto di calcolo. Infatti, secondo la loro religione, l’eroe va dritto dritto nel paradiso (islamico), dove l’aspettano a braccia aperte ben settanta urì, ossia le fanciulle dagli occhi neri, e per giunta vergini.
Mi permetterei di suggerire alle autorità americane (se già non ci avessero pensato loro) un deterrente: applicare ai predetti Kamikaze, e a tutti quelli che riuscissero a catturare e ad uccidere, un altro dettame coranico, secondo cui l’individuo il cui corpo venisse racchiuso in una pelle di porco (animale immondo), non può entrare in paradiso. La spesa sarebbe modica, ed oltre alla solenne (e comunque immancabile) fregatura per gli eroi, forse si realizzerebbe, con un preventivo avvertimento, una forte dissuasione nelle file degli aspiranti-suicidi.
13 settembre 2001